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Consigli a un neo iscritto ad Architettura in Italia

aprile 28, 2010 3 commenti
Il lavoro, attualmente, mi porta spesso a contatto con molti studenti  della mia facoltà. Da un lato è anche piacevole, dall’altro noto che  a quasi tutti mancano degli strumenti fondamentali per farcela ad arrivare in fondo indenni. Ecco perché vorrei ora dispensare un po’ di  consigli gratuiti a chi si è appena iscritto ad architettura. E per  farlo, comincio parlando proprio della fine:
– Sapere che succede dopo

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Non iscrivetevi ad architettura perché non sapete cosa fare dopo la  maturità. Non iscrivetevi perché pensate che uscirete che siete degli  artisti. Non dico che non può succedere, ma è più probabile che  veniate fuori come strani tecnici con una infarinatura di costruzioni,  qualche nozione di design e niente altro.

Fate architettura se avete un genitore che possa darvi una nano alla  fine: uno studio già avviato, una impresa di costruzioni, un posto da  dirigente nell’ufficio tecnico (oppure tutti e tre insieme). Se architettura non è nel contesto  della vostra famiglia, è un errore iscriversi: ci si iscrive ad una  università per trovare lavoro dopo, non per parcheggiarsi a tempo  indeterminato. Per quello esiste già giurisprudenza.

Chiarito questo punto, se chi legge ha deciso di cambiare facoltà, può anche  smettere di leggere. Se siete masochisti e volete continuare, ecco qualche  altro consiglio più pratico per sopravvivere.

– 1+1 uguale architettura

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Non so bene ora, con i nuovi corsi di laurea e tutto, ma quando ho  fatto l’università io, c’erano molti esami scientifici, tra analisi e costruzioni non sembravano finire più. Ribadisco: erano tanti. E una volta concluso mi sono anche sentito dire: “ma come ad Architettura fate anche matematica??” (E lì non ho ucciso qualcuno solo perché la facoltà mi aveva insegnato ad avere la calma zen con tutti…)

Preparatevi a parecchi esami scientifici e pure tosti, perché  architettura non vuol dire solo disegni, progetti e plastici..

–  Il computer é tuo amico

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Magari pensate che ad architettura si lavora ancora con matita,  righello e grandi fogli di carta. Idea inculcata da tutte le  pubblicità che rappresentano gli architetti affermati, dolcemente  appoggiati al tavolo, matita in mano, mentre nello sfondo si vedono  rotoli di progetti già finiti.

Cazzate.

Solo all’inizio avrete a che fare con portamine e squadrette, poi  dovrete procurarvi un computer, meglio un portatile, per avere a che  fare con il famigerato autocad.

Pensateci un attimo: per i prossimi  4-5 anni quando non starete fissando un professore che parla, starete fissando lo schermo di un computer.

Questo vi dice che il computer è uno degli strumenti fondamentali per  il vostro lavoro, vi conviene quindi prendere confidenza con questo  strumento fin da subito. Imparate a capire come funziona (e  attenzione, non parlo solo dei programmi) che problemi può dare e come  usarlo al meglio.

Imparate le differenze tra i vari formati di  immagine, imparate che significa comprimere un file, e come mandarlo  correttamente via mail. Essere padroni del mezzo é il primo passo a un  corso di laurea senza troppo stress.

Già che ci siete, provate anche a capire come lavora all’interno un pc, per capire in futuro quali problemi tecnici potrebbe darvi. E comprate un hard disk esterno per fare il backup dei dati: i migliori progetti vanno persi nei meandri di un dsco fisso che decide di morire, a tre ore dalla consegna della tesi.

Il primo vantaggio di cominciare a disegnare col pc è che se siete  studenti fuori sede, non avrete bisogno di una stanza grande per  lavorare perché non vi servirà una grande scrivania.

Rimanendo in tema, non fermatevi a imparare solo autocad per  disegnare, provate nuovi strumenti e metodi diversi.vPrimo perché di  disegnatori tecnici son piene le fosse, secondo perché il Processo  creativo è fortemente limitato da quel programma. Autocad non è un  programma x progettare, ma è un buon programma per la redazione di  disegni tecnici. Se non vi fermate a questo orticello, scoprirete 3D  Studio, Archicad e Sketchup.

Se anche dovete imparare un solo  programma oltre autocad, imparate ad usare Photoshop. Non esiste un  programma migliore per risolvere certi casini, secondo me.

– ai laik it

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Se non sapete leggere né parlare inglese, iscrivetevi a un corso di lingue. Subito.  Ora. Nau.

Non pensate che poi avrete occasione, non pensate che non è  così grave. Sapere l’inglese vi permetterà di avere più armi nel  vostro cv, vi darà la possibilità di cercare lavoro al di fuori dell’Italia (e vi conviene, come detto all’inizio di questo elenco), e  per tornare all’argomento di prima vi darà una mano fondamentale con  il pc. Molti dei programmi che utilizzerete saranno solo in inglese.  Moltissimi dei tutorial che troverete su Internet per imparare a  usarli saranno in inglese. Quindi mettetevi il cuore in pace e datevi  da fare con quelle lezioni!

– Il mio regno per una connessione ADSL

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Sia che siate residenti, che studenti fuori sede, fate in modo da  avere un collegamento continuo ad alta velocità ad Internet. Le  risorse della rete sono inestimabili per chiunque voglia intraprendere  l’attività di architetto, ormai. L’esempio più banale che posso fare  è la disponibilità di Google earth e Google maps che ormai permettono  a chiunque di avere ortofoto satellitari. Per chi lavora in questo  campo poi ci sono tantissime risorse gratuite sia di materiali che di  strumenti:

Cgtextures

Archiportale

Archweb

Architonic

Contemporist

Notcot

E oltre al fatto che, come detto, molti tutorial li troverete solo in  inglese, c’è anche un fattore sociale: usando facebook o twitter  potrete mettervi in contatto con studenti e professionisti di tutto il  mondo, con cui confrontarvi, spiegare problemi e in generale  condividere le vostre esperienze. E non è detto che da questi contatti  non escano interessanti opportunità di lavoro.

– Ma quanto mi costi?

In ultimo, preparatevi a spendere, e pure tanto. Non parlo soltanto di vitto e alloggio se siete fuori sede, e nemmeno delle tasse universitarie. Se state pensando di iscrivervi, immagino che in qualche modo avrete qualcuno alle spalle che possa coprire queste spese.

No, sto parlando delle spese per stampe e materiali, tanto che se fate un veloce bilancio di quanto pensate di stampare per le correzioni e per gli esami, forse forse conviene comprarsi una bella stampante A1, e farsi passare la paura da subito.

Qualche giorno fa, dovevo stampare una tavola A1 su carta fotografica, per poi farla attaccare su pannello rigido da 5mm. Quando sono andato a chiedere quanto costava il tutto, il responsabile della eliografia mi ha detto con una invidiabile nonchalance: “27 euro”. E ho pagato, altrimenti la stampa col cavolo che me la davano. Però a pensarci 27 euro sono praticamente 50 mila lire, mentre in altri tempi e altre epoche quella stessa stampa sarebbe costata.. vediamo se indovinate… esatto dalle 27 alle 30 mila lire…

Perciò preparatevi: tutto costa tanto, e anche la semplice stampa per una correzione può diventare un salasso non indifferente, quindi fatevi i conti in tasca!

Se siete ancora convinti, e non sono riuscito a spaventarvi abbastanza… che dire: in bocca al lupo, scriteriati!!

Un programma un perché

marzo 11, 2010 2 commenti

Che poi a un certo punto te lo chiedi, perché te lo devi chiedere. In giro per la rete sono frequenti i post nei forum specializzati: “Perché Sketchup???”. A parte che di ragioni te ne posso fornire più di una… ma la vera domanda è: PERCHE’ AUTOCAD?? PERCHE’????? Perché usare un programma che pare sia il più preciso del mondo e poi non non ti aiuta a essere preciso nei dettagli? Perché???

E hai voglia a chiederti perché i poligoni non si chiudono in Sketchup…

Quando poi aumenti lo zoom e scopri questo:

Un capolavoro, non c’è che dire..

Ovviamente non me la sto prendendo con chi mi ha fornito il file, ci mancherebbe. Cerco solo di dire che con altri programmi più evoluti certe cose non capitano di default.. non sei costretto a cercarti il punto incriminato a manina! E quando lo dico in giro pare che parlo arabo… Vabbeh, c’è voluto un po’ di tempo ma Internet Explorer 6 è morto…. toccherà anche al dinosauro Autodesk!

P.s.: A tutti i fanboy di Autocad che mi riempiranno di flame la casella dei commenti… risparmiateveli, in questa cosa ho ragione io e voi non contate niente.

Too much life will kill you…

febbraio 23, 2010 Lascia un commento

Mai come nel prossimo finesettimana sarò pieno di impegni sociali. Mi chiedo davvero come ne uscirò dal tour de force venerdì-sabato-domenica 26-27-28. Mai che le cose possano essere spalmate su varie settimane: tutto avviene sempre insieme, come ben sa la mia cara amica patita di San Remo, che sabato scorso ha ricevuto 8mila telefonate per uscire, tra cui la mia.

Meglio non divagare però, perché gli impegni sono tanti, e il tempo stringe… la domanda che sorge spontanea è: riuscirò a stampare i biglietti da visita in tempo?

Gli impegni che mi attendono avverranno come segue:

Venerdì sono stato invitato ad un aperitivo allo Chez Moi dove lo Studio Gnosis presenta:

VenerDesign Ravello
Venerdì 26.02.2010 – Chez moi, Via del parco Magherita 13, Napoli
aperitivo h.19.30

Che già mi suona un po’ strano, ma vado per conoscere gli Gnosis di cui ho sentito parlare tanto bene e per vedere un po’ di foto dell’Auditorium. Aspettando di andare a vederlo dal vivo, sempre che io sopravviva al finesettimana che mi attende.

Sabato c’è una mostra che si preannuncia interessante: l’Associazione culturale Hde presenta Banchi di nebbia in mostra(link all’evento su Facebook) che anche solo dal titolo mi intriga. In questo caso l’appuntamento è per le 18.00 presso la sede dell’associazione, in piazzetta Nilo. Se mi sveglio in tempo mi farebbe piacere andarci.

E, ultima ma non ultima, Domenica Sera, sarà la serata che mi vede protagonista con una presentazione del corso “Photoshop per fotografi” presso l’associazione Partenope Studio, di nuovo in Via del Parco Margherita. Io sarò lì con 3dita dalle 18, per mostrare filmati delle tecniche di Photoshop e parlare con tutti gli appassionati che vogliono imparare al volo qualche trucchetto per dare qualche effetto alle loro foto. Tutto questo ovviamente avviene se, e solo se, io arrivo vivo alla domenica mattina, cosa che non è scontata. In ogni caso, se siete a Napoli e vi interessa, ci fa molto piacere se ci venite a trovare.

Detto questo, comincio a prepararmi spiritualmente all’evento, scusandomi in anticipo se non pubblicherò molto nei prossimi giorni!